IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO

lunedì 22 aprile 2013

Napolitano vince, le banche esultano



Altri 7 anni di lacrime e sangue. Un trionfo per le banche e per i mercati che lunedì brinderanno sulle macerie della nostra democrazia. Grillo e Ferrero gridano al Golpe e lo fanno a ragion veduta, dal punto di vista politico questa elezione riafferma il commissariamento del nostro Paese. Re Giorgio Napolitano è di nuovo in carica e se non sarà un Monti Bis il prossimo Governo poco ci manca. Si chiude così la crisi istituzionale in Italia, con lo schianto del centro sinistra e con l'affermazione del continuismo più assoluto. Le classi dominanti già si sfregano le mani per le nuove controriforme in arrivo. Siamo alla riproposizione del grande patto europeo tra PSE e PPE con cui si è massacrato a dovere la Grecia e ci si prepara a fare il lavoro sporco per l'Italia. Fiscal Compact operativo, pareggio di bilancio attivato, sindacati compromessi che si preparano a scendere in piazza con Confindustria. Berlusconi, l'impresentabile è diventato l'alleato di Bersani e Mario Draghi ha salvato il suo pilota automatico. Il PD è il principale responsabile ed artefice di questa situazione, la sua fine coincide con la fine di una stagione del gruppo dirigente che dissolse il PCI per abbracciare il social liberismo. La crisi ha fatto il resto. Forse questa è l'unica bella notizia da segnalare, la fine di una delle più grandi prese in giro con le quali per venti anni si sono illusi gli italiani. Berlusconismo ed antiberlusconismo come strumenti di distrazione di massa per sfilare via diritti e salari ad un popolo addormentato dalla TV. Ora questo popolo si è svegliato, speriamo che la rivolta contro il Golpe Bianco non sia solo quella del Web. 
 
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