IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO

domenica 8 settembre 2013

Cgia: su ogni italiano pesa un fardello da 12mila euro di tasse

Quest'anno la pressione fiscale ha superato il 44 per cento del Prodotto interno lordo, quasi 13 punti in più rispetto al 1980. Ma quella reale supera ampiamente il 50 per cento. Il gettito contributivo, nello stesso periodo, balzato da 63,8 a 694 miliardi

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 MILANO - Il premier Enrico Letta lo ha detto anche al G20 di San Pietroburgo, tra un tavolo sulla Siria e l'impegno a combattere l'elusione fiscale delle multinazionali: "La priorità dell'Italia è abbattere il cuneo fiscale e rendere il lavoro più conveniente". A guardare i dati elaborati oggi dalla Cgia di Mestre emerge ancora una volta quanto il peso di tasse e imposte sia veramente oneroso per le famiglie italiane.

Nel 2013 - spiega l'Associazione veneta degli artigiani - la pressione fiscale raggiungerà il 44,2% del Pil: un record mai toccato in passato, ben 12,8 punti percentuali in più rispetto al 1980. Da Mestre precisano che così ogni italiano verserà nel 2013 per imposte, tasse e contributi 11.629 euro: il 120% in più di quanto pagato nel 1980 (5.272 euro  al netto dell'inflazione). Il gettito fiscale e contributivo del 1980 era pari a 63,8 miliardi di euro, mentre alla fine del 2013, secondo le stime Cgia, finiranno nelle casse dello Stato 694 miliardi di euro.

Il dato relativo alla pressione fiscale riferito al 2013, fa notare la Cgia, è leggermente inferiore al dato previsto nell'aprile scorso dal Documento di economia e finanza (44,4%). Ciò è riconducibile al fatto che le stime della Cgia hanno tenuto conto delle disposizioni fiscali introdotte successivamente come la "proroga agevolazioni fiscali Irpef ristrutturazione edilizia e risparmio energetico", il decreto "del fare", del "differimento aumento Iva" e dell'"abrogazione prima rata Imu".

Inoltre, si è tenuto conto dell'impegno del Governo Letta di eliminare, per l'anno in corso, la seconda rata dell'Imu sull'abitazione principale, nonché del peggioramento della situazione economica destinato a produrre effetti depressivi sul Pil. Per il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, c'è una ulteriore puntualizzazione da fare: "Non bisogna - dice - poi dimenticare che per i contribuenti onesti la pressione fiscale reale, ovvero al netto dell'economia sommersa, si attesta ormai al 53,6%. Inoltre, possiamo tranquillamente affermare che nel 2013 gli italiani hanno lavorato per il fisco sino alla metà di giugno: una cosa insopportabile".

 

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